La violenza ostetrica e ginecologica è una forma di violenza fisica e psicologica che le persone con organi genitali femminili possono subire da parte del personale sanitario in occasione di prestazioni mediche quali visite ginecologiche, parto, IVG. Le modalità principali con cui la violenza viene agita sono: la mancata richiesta del consenso alle pratiche e di informazione su cosa viene fatto sul proprio corpo, l’umiliazione, il giudizio sulla condotta sessuale, la limitazione della libertà, la mancanza di rispetto e di ascolto, la sottovalutazione o normalizzazione del dolore secondo la convinzione culturale che la sofferenza fisica sia una sorta di “destino” che le donne devono sopportare.
Durante i nostri incontri, abbiamo condiviso le nostre esperienze e ci siamo rese conto che il problema è molto diffuso. Sappiamo che attualmente in Italia non esiste una legge specifica che garantisca i nostri diritti. Spesso, a causa della cultura patriarcale e della mancanza di un’adeguata educazione sessuale, non ci rendiamo conto di subire violenza in questo ambito, o, se sì, è difficile parlarne, ce ne vergogniamo o abbiamo paura di denunciare. Finché lo Stato continuerà a non tutelarci, possiamo fare la differenza partendo da un dialogo collettivo, trasformando la paura e il silenzio in azione e forza. Imparare a riconoscere la violenza è il primo passo per contrastarla.
Queste testimonianze sono tutte di donne a noi vicine nel tempo e nello spazio.
